Immagine
Le prime lezioni di Medicina e Chirurgia erano noiose: chimica, fisica, statistica, biologia – solo genetica medica riusciva ad appassionarmi un minimo, ma ancora non notavo nulla di diverso.

Avevo ricevuto la convalida di pochi esami, quindi ero parecchio frustrato nel dover ridare gli stessi esami dati a Farmacia (Pharmacy).

L’unica nota positiva era che, facendo lezione all’interno di un policlinico, qualche volta, durante i momenti di pausa, si vedevano medici o chirurghi che prendevano il caffè.

Ogni volta che incrociavo un medico, per i corridoi dell’università, era un’occasione per sognare ad occhi aperti.

In quei camici bianchi vedevo il mio futuro.

In realtà, molti studenti del primo anno non erano ancora consapevoli del vero motivo per cui si erano iscritti a medicina.

Io stesso, avevo scelto di fare medicina più per un’influenza da parte della mia famiglia che per una mia scelta personale.

Ancora non capivo il vero motivo che mi aveva spinto ad essere in quel luogo – temevo che in fondo non ci fosse alcun motivo serio, come poi accade per molti studenti.

In ogni modo, nonostante la frustrazione nel dover ristudiare argomenti che avevo già trattato, le cose procedevano a gonfie vele.

Ero felice, non mi mancava niente.

Una mattina di fine ottobre mi svegliai presto per andare a lezione e vidi una chiamata senza risposta sul cellulare.

Era E.

“Strano” – pensai.

E. è una dormigliona, non si sveglia mai così presto la mattina.

La chiamai.

Rispose dopo un paio di squilli.

Aveva una voce tristissima.

Le chiesi subito se era successo qualcosa.

Rispose che era in ospedale e aggiunse:

«I dottori mi hanno dato brutte notizie»

Non capivo cosa stesse succedendo – ricordo solo che il cuore cominciò a battermi forte.

«Hanno trovato una massa vicino ai polmoni, devono capire cos’è»

All’inizio mi sembrò tutto assurdo.

“Che razza di scherzo è questo” – pensai.

Poi, tutto d’un tratto, capii bene la situazione e, per l’ennesima volta, il tempo diventò infinito.

Cercai di rassicurarla, per quanto fosse possibile.

Poi, delicatamente, le chiesi tutte le informazioni.

E. aveva sviluppato un linfoma di Hodgkin, un tumore maligno a carico del sistema linfoide.

Non ci pensai due volte: dovevo tornare a Pavia e andarla a trovare – in quel momento non doveva rimanere sola.

Persi un semestre di lezioni a medicina – mi ero messo d’accordo con un collega per le firme di frequenza.

Tornai a Pavia: destinazione San Matteo, reparto di ematologia.

Quando rividi E. cercai di nascondere la mia preoccupazione, ma fu inutile: si percepiva.

Comunque, cercai di prendermi cura di lei.

 

Non fu facile: aiutare un paziente oncologico, dal punto di vista morale, è molto complicato.

Era stressata, s’innervosiva facilmente e, spesso, voleva essere lasciata da sola – più che comprensibile.

Una sera dormii con lei e, accarezzandola, notai che aveva i capelli molto fragili – era uno degli effetti collaterali della chemioterapia.

In quel periodo non studiavo: avevo iniziato medicina, il mio più grande sogno, nel peggiore dei modi.

Sapevo che stavo sbagliando, ma non potevo fare a meno di stare accanto a E.

Si avvicinava la prima sessione di esami e ancora non avevo toccato un libro.

Avevo perduto quella carica, quella spinta, necessaria a studiare.

Ero psicologicamente bloccato da quella situazione.

Una mattina, per la prima volta, accompagnai E. a fare la chemioterapia.

Non ero mai entrato in quel reparto.

L’ABVD (nome del protocollo chemioterapico) – è una terapia che dura molto: il paziente, seduto, deve rimanere fermo per tre, quattro, ore, prima che tutto il farmaco venga iniettato all’interno dell’organismo.

Gli infermieri del reparto furono gentilissimi con me: mi permisero di stare su una poltrona per aspettare che E. finisse la terapia.

Seduto in quella poltrona, iniziai a riflettere su quante cose erano cambiate nella mia vita.

Durante quelle ore, fermo ad aspettare E., capii il vero motivo per cui sarei dovuto diventare medico.

Senza saperlo, ero appena diventato consapevole.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here