L’ansia, una preziosa alleata

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Come accennava il mio collega ed alter ego @neuronevrotico, occorre fare chiarezza tra i seguenti termini:

– ansia
– panico
– disturbo d’ansia
– disturbo di panico

Nel linguaggio comune vi è parecchia confusione in merito.

Noi li analizzeremo, insieme, uno per uno.

Oggi partiamo con l’ansia, gli altri li esamineremo nei capitoli successivi.

Cominciamo.

1. Ansia

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Ciò che noi definiamo come “ansia”è una sensazione psicologica di malessere interiore, relativa al funzionamento fisiologico del nostro sistema nervoso autonomo.

“Autonomo” significa che la nostra volontà non può controllarlo.

In particolare, il nostro sistema nervoso autonomo si divide in due componenti:

  • componente parasimpatica
  • componente simpatica

Le due componenti hanno effetti opposti tra di loro [vedi qui].

La componente parasimpatica si attiva nei momenti in cui siamo calmi o quando non ci troviamo in una situazione particolarmente stressante.

La componente simpatica, invece, si attiva quando c’è un pericolo imminente o quando ci troviamo in una situazione stressante.

curva-energetica

Provate a pensare a una situazione classica, come il momento prima di un esame universitario.

La frequenza cardiaca aumenta (tachicardia), molti hanno mal di stomaco (inibizione della peristalsi), c’è chi respira più in fretta, chi suda di più ecc.

Non siete convinti?

Pensate a una cena, dove ci sono persone che vi creano disagio: potete avere davanti il piatto più prelibato del mondo, ma in nessun modo riuscirete a gustarlo.

Perché?

Perché il sistema nervoso simpatico inibisce la salivazione, non facendovi assaporare correttamente il cibo.

Quindi, abbiamo individuato nel sistema nervoso simpatico la causa organica, le cui azioni determinano, nella mente dell’individuo, l’effetto, cioè la “nostra” famosa ansia.

Potreste allora pensare di sbarazzarvi per sempre di questo cattivo compagno: via il sistema nervoso simpatico, via l’ansia!

La logica è in parte esatta e la scelta più che comprensibile – probabilmente, però, finireste sotto un’auto nel giro di trentasette secondi.

Perché?

Perché se la natura, il caso, Dio – quello che volete – ci ha forniti del sistema nervoso simpatico, e quindi dell’ansia, un motivo c’è: difenderci dai pericoli che la vita ci propone ogni giorno.

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Se vi trovate davanti a un leone, non è che il cuore si mette a battere velocemente per il puro scopo di farvi paura.

Batte velocemente perché una maggiore quantità di sangue dev’essere pompata ai muscoli che vi permetteranno di fuggire dal leone.

[…]

Ok, che poi il leone sia più veloce di voi quello è un altro discorso, ma il concetto rimane lo stesso.

L’ansia dovete iniziare a concepirla come un’arma che vi difende continuamente dalle avversità, quindi positiva.

Passiamo a un po’ di domande comuni.

D. L’ansia si cura?

R. No e non avrebbe alcun senso farlo.

D. L’ansia può causare disfunzioni sessuali?

R. Sì, il sistema nervoso simpatico, negli uomini, inibisce l’erezione – la famosa défaillance per ansia da prestazione; nella donna, invece, inibisce le secrezioni vaginali, causando un calo della libido.

D. L’ansia può provocare l’insonnia?

R. Assolutamente sì.

D. Che cure esistono per l’insonnia causata dall’ansia?

R. Se stiamo parlando di un ansia fisiologica, quindi non di un disturbo, esistono delle medicine naturali.

Anche su questo punto è bene smentire alcune voci.

1. La camomilla non induce il sonno – al massimo lo migliora, perché facilita la digestione.
2. L’omeopatia, dal punto di vista chimico, è acqua – se credete all’effetto placebo, ben venga.
3. La melatonina induce il sonno ma non ha proprietà ansiolitiche.

La valeriana, invece, è adatta all’insonnia, se quest’ultima è causata dall’ansia.

Perché?

Essenzialmente, il nostro organismo produce un neurotrasmettitore chiamato GABA.

Questo neurotrasmettitore è inibitorio: inibisce anche il sistema nervoso simpatico e quindi l’ansia.

L’acido valerico, contenuto nella valeriana, ha una struttura chimica praticamente identica al GABA.

Per questo motivo la valeriana possiede proprietà ansiolitiche ed è ottima per indurre un sonno regolare – se l’ansia è fisiologica.

Apro una parentesi: non fate mai sniffare dell’estratto secco di valeriana a un gatto.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=4I2HcBm2zxE&w=560&h=315]

Chiusa parentesi.

Un’ultima considerazione, importante.

La quantità d’ansia non è ciò che determina se una persona soffre o meno di un disturbo d’ansia: nella vita esistono persone ansiose e persone meno ansiose.

Il problema dell’ansia, quindi, qual è?

L’unico problema dell’ansia è che, in alcuni casi, purtroppo, si può trasformare in panico – che è un altra cosa – e lì iniziano i problemi.

Del panico, però, ne parleremo nel secondo capitolo di questa splendida avventura all’interno della psiche umana.

Per qualsiasi informazione sull’argomento potete rivolgervi o ad @andpalmieri o a @neuronevrotico: è indifferente.

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